Godo quando il mio padrone mi frusta

Sposata da oltre 10 anni, ho raggiunto la consapevolezza di riuscire a raggiungere il “godimento assoluto” solamente sottomettendomi ad una persona caratterialmente più forte di me. È successo per caso, e grazie alla mia innata curiosità nel cercare sempre nuovi canali, dove ricercare gli amanti con i quali soddisfavo il mio corpo, visto che il mio coniuge sembra da un paio di anni più interessato alle partite che al mio godimento corporale.

Nelle mie ricerche mi sono imbattuta infatti nel sito fetishannunci.com, inizialmente curiosa ho approfondito la materia della sottomissione, e l’eccitazione che provavo tra le gambe mi ha fatto capire di essere sulla strada giusta. Ho allora inviato una mail a un padrone della zona, che si proponeva anche per schiave inesperte, e da li la mia vita è completamente cambiata in meglio.

Il mio padrone

Alto con la barba e con due occhi che sembrano due fari nella notte, questa è la descrizione del mio padrone. Un uomo sposato che piano piano mi ha fatto scalare le vette del piacere assoluto, facendomi dimenticare in pochi mesi il sesso insulso e privo di godimento che praticavo prima di conoscerlo. Con lui le regole sono chiare, nessun coinvolgimento sentimentale ma solo la ricerca del piacere assoluto.

Io totalmente inesperta in questo campo ho conosciuto come sofferenza e piacere siano intimamente legati, per permettere una gioia assoluta tra le lenzuola.

Inizialmente il mio master ha sondato la mia motivazione con piccoli ordini, a volte leggermente dolorosi ma sicuramente eccitanti. Grazie a lui ho conosciuto il piacere di uscire di casa senza intimo, o l’eccitazione che deriva dallo stringere i capezzoli con una molletta da bucato, situazioni che mi facevano rimanere in perenne eccitazione per buona parte della giornata.

Per lui l’atto sessuale è solamente la parte finale del gioco sessuale, e per questo mi aveva impedito di godere e soprattutto di incontrarlo, mi aveva detto che lo avrebbe fatto solamente quando mi avrebbe reputato pronta, io mi sono fidato di lui, prendendo una decisione che ancora oggi credo sia stata la miglior decisione della mia vita.

Non vi era infatti momento della giornata in cui grazie al suo modo di fare non desideravo eseguire qualche ordine, farlo mi forniva la consapevolezza di percorrere un percorso che mi avrebbe portato al godimento.

Piano piano gli ordini erano sempre più dolorosi e umilianti, mi ha fatto cospargere le tette di cera, mi ha fatto pinzare le labbra della figa con le mollette da bucato, mi ha ordinato di bere il mio piscio o di assumere determinate posizioni che lui chiamava di sottomissione, e magari di mandargli le foto per confermare che eseguivo gli ordini alla perfezione. Mi diceva di fidarmi di lui e l’ho fatto, fino a quando non ha deciso che era arrivato il momento di incontrarmi.

Frustata e soddisfatta

Finalmente è arrivato il momento dell’incontro, mi aveva chiesto se avevo problemi a sopportare qualche segno sulla schiena, e gli ho detto che ormai era da tanto che mio marito non mi guardava, perciò poteva fare ciò che meglio desiderava con il mio corpo. Ci siamo visti a casa sua quando sua moglie era fuori per lavoro, e li senza troppi preamboli mi ha portato in cantina.

Aveva una bella casa, ma quella che lui chiamava la “sua stanza” era ancor più bella. Era un locale ampio e luminoso, piena di attrezzi sado maso. Fruste, collari, guinzagli, bavagli, facevano bella mostra sulle pareti, e solo guardandoli contribuivano ad eccitarmi.

Mi ha legata con le mani in alto, le mie mani giunte erano tenute da una corda che passava in un occhiello fissato sul tetto, e dopo aver levato con calma il top che avevo scelto di indossare, ha iniziato a frustarmi sia sulla schiena che sul petto.

Usava un gatto a nove code, non era molto doloroso ma era altamente eccitante. Mi sentivo in sua completa balia, vuoi per l’essere immobilizzata con le tette esposte, vuoi il fatto di trovarmi in un ambiente sconosciuto, vuoi per le frustate che mi infliggeva in maniera sapiente, so solo che sentivo la mia figa in fiamme.

Alternava le frustate con tocchi esperti sulla figa, mi faceva scalare le vette del piacere ma si fermava prima dell’estasi. Non so quanto è durato il “trattamento” so solamente che quando ha deciso di permettere di godere la mia figa è letteralmente esplosa dal piacere.

Ho sentito l’orgasmo salire piano piano fino al cervello, e le urla che ho lanciato hanno sottolineato come avessi raggiunto il massimo del godimento. Da allora godo solo quando vengo frustata, il mio padrone ormai lo fa spesso e volentieri, utilizzando fruste diverse e legandomi in posizioni diverse, anche all’aperto.

Da allora godo ogni volta perché la sofferenza e il piacere si uniscono assieme, dandomi delle sensazioni uniche e mai provate, sensazioni a cui non sono disposta a rinunciare, ed è per questo che non ho problemi a dire che farei tutto per continuare a vivere la mia storia …di sottomissione.